sabato 16 novembre 2013

EVVIVA GLI STRUMENTI COMPENSATIVI!

Da oggi, partiamo con un argomento che ci permetterà di capire più a fondo come poter aiutare quanti hanno Disturbi Specifici dell’Apprendimento.
Partiamo con una definizione. Come dice la parola stessa, gli strumenti compensativi sono dei mezzi, dei dispositivi, i quali permettono di compensare la debolezza che deriva dal disturbo, facilitando l’esecuzione dei compiti automatici.
Degli esempi pratici sono la sintesi vocale per un dislessico, la calcolatrice e/o le tabelline per un discalculico e il computer per tutti i disturbi … E ce ne sono molti altri!
A questi si affiancano le misure dispensative, le quali si riferiscono all’esenzione, quindi alla dispensa, da alcune prestazioni (lettura ad alta voce, effettuare calcoli a mente), a tempi personalizzati di realizzazione delle attività (più tempo per eseguire un compito) e ad una valutazione che tiene conto principalmente del contenuto (e non della forma). 
Questi due elementi messi insieme consentono ai soggetti con DSA di poter apprendere con serenità e mettere in mostra le loro qualità, riuscendo anche a migliorare il loro disturbo. Spesso vengono indicate nel PDP, Piano Didattico Personalizzato, un contratto fra docenti, scuola e famiglia per individuare ed organizzare un percorso personalizzato nel quale vengono definiti i supporti necessari alla realizzazione del successo scolastico degli alunni.
Per chi vedesse questi strumenti come semplici aiuti, per rendere tutto più facile, chiedo: chi porta gli occhiali non dovrebbe indossarli perché avvantaggiato? La domanda è retorica ;)
Le prossime volte cercheremo di approfondire l’argomento parlando di alcuni strumenti compensativi gratuiti utilissimi, cercando anche di capire bene le loro funzioni e come sfruttarli!
Spero possa essere un argomento di vostro gradimento. Aspetto anche richieste e/o domande sull’argomento.
Ricordatevi che informarsi è il primo passo per sensibilizzare!

Ciao!

sabato 25 maggio 2013

DISGRAFIA: QUANDO TUTTO DIVENTA ILLEGIBILE

Dopo due settimane di attesa, ecco l’articolo sulla disgrafia! Partiamo dalle attività svolte.
In molte si vede che la qualità della scrittura non è per niente buona. Il tratto non è sicuro, spesso mosso. Alcune lettere addirittura non si chiudono nemmeno! Per non parlare del mio (quello in rosso), dove le lettere sono scritte male e la grandezza varia. Alcuni hanno specificato che hanno dovuto scrivere piano, per cercare di rendere il tutto più bello ed, ovviamente, leggibile, evitando di commettere errori. Far usare il mouse, il quale non permette un perfetto controllo della penna/pennarello digitale (creando non poche difficoltà), aveva proprio l’intento di rendere difficile la realizzazione di una scrittura di qualità.
VELOCITÀ, LEGGIBILITÀ e QUALITÀ della scrittura sono i tre fattori da analizzare quando si vuole verificare se un soggetto è disgrafico e a che livello.
Ma che cos’è la disgrafia? È la difficoltà nella riproduzione dei segni grafici (lettere e numeri), in assenza di deficit intellettivi o neurologici (caratteristica quest’ultima che riguarda tutti i DSA).
Essa, quindi, non riguarda l’aspetto linguistico o le regole ortografiche e sintattiche (che rientrano nella disortografia), bensì ha a che fare con l’aspetto motorio e spaziale.
La mano dei disgrafici (soprattutto dei bambini) scorre con fatica sul piano di scrittura e l'impugnatura della penna è spesso scorretta. La capacità di utilizzare lo spazio a disposizione per scrivere (rispetto dei margini, spazio tra lettere e parole, mancato rimanere all’interno della riga) è, solitamente, molto ridotta. In alcuni casi la scrittura procede da destra verso sinistra. La copia di parole e di frasi è scorretta; quella dalla lavagna è ancora più difficile, in quanto il bambino deve portare avanti più compiti contemporaneamente: distinzione della parola dallo sfondo, spostamento dello sguardo dalla lavagna al foglio, riproduzione dei grafemi. Le dimensioni delle lettere non sono rispettate, la forma è irregolare, i legami tra le lettere risultano scorretti. Queste difficoltà si ripercuotono anche in altre materie, come la matematica, nella scrittura dei numeri, nel loro incolonnamento e nella realizzazione di tabelle o grafici (anche con il righello).
La scrittura risulta così incomprensibile, non solo per gli insegnanti, i genitori o gli educatori, ma anche per il bambino/soggetto stesso che non può nemmeno auto correggersi o leggere e studiare quanto da lui scritto. In più, il grande impegno sfocia in stanchezza e può portare crampi o dolori muscolari alla mano, accompagnati da frustrazione e rabbia nel vedere che gli altri compagni con meno fatica ottengono risultati nettamente migliori.
Anche in questi casi il nostro aiuto può essere determinante! Lo stargli accanto, con pazienza, incoraggiandolo e sostenendolo, è sempre un ottimo modo per spronarlo a provare. È possibile evitare di fargli scrivere tanto (i classici “riscrivi questa pagina” o “scrivi tutto l’alfabeto 10 volte” sono inutili, così non migliorerà), magari sgravandolo da verifiche composte da domande aperte o da compiti pieni di tabelle e grafici da disegnare. Permettere di utilizzare il computer in classe e per i compiti a casa è la soluzione migliore perché, in questo modo, il soggetto può concentrarsi su quello che sta scrivendo e non sul come.
Spero che abbiate compreso anche questo tipo di difficoltà e che l’articolo possa soddisfarvi. Ci sarebbero altre cose da dire. Ma queste informazioni sono sufficienti per comprendere tale disturbo.
Segnalo questo sito dedicato interamente a questo argomento http://www.disgrafie.com/
Condividete se pensate possa essere un articolo utile! Grazie! Ciao!
Ps: voglio ringraziare PAOLA SAVIOLA grafologa, rieducatrice della scrittura, esperta nel trattamento delle disgrafia, per alcune informazioni fornitemi e che, in parte, sono state inserite in questo articolo. Grazie!

sabato 11 maggio 2013

DISGRAFIA: PROVIAMO A CAPIRLA

Ciao a tutti!
Anche se lontano dall'Italia in questo momento (Estonia per la precisione), ho voluto ritagliarmi del tempo da dedicare al progetto!
Oggi introduciamo la disgrafia, ovviamente attraverso un'attività! 
Quello che vi chiedo di fare è aprire PAINT o programmi simili sul vostro pc, tablet o Smartphone, scrivere il vostro nome con il mouse, pennino o, se non avete nessuno dei due, con le dita, fare uno screenshot e postarlo su uno dei canali di piccoli errori.
Se possibile, non effettuate correzioni e scrivete come commento se e quali difficoltà avete incontrato. 
È un'attività che chiede poco tempo e sembra divertente...quindi provateci!
Buon week-end!
Ciao!

venerdì 3 maggio 2013

DISORTOGRAFIA: c'è la soluzione!


"Ci vediamo mercoledì scorso", “Papà e cotnento”, “Entrare a d’agio”, “Pazeinti”, “Tonte in corso” (e non Torte in corso), “La passacanta” (anziché cassapanca), “Giunio”, “Picanti”, “Tranne” (anziché trarne”), “La Saggio” (invece di “l’assaggio”), “Ritono” (al posto di ritorno), “All’etto” (e non “a letto”), “lorgoglio”... Sono tutti errori presenti sulla pagina Facebook di Piccoli Errori che possono essere considerati come errori disortografici. Non fraintendete! Questi, al 99%, sono stati commessi per distrazione. Ma se li commettiamo noi, a maggior ragione ha il diritto di commetterli chi ha disturbi. Non trovate?
Ma cos’è la disortografia? È un disturbo riguardante la scrittura, intesa come abilità di codifica fonografica e competenza ortografica. È, quindi, la difficoltà a tradurre correttamente i suoni in simboli grafici, ovvero una difficoltà nell’ortografia, che provoca:
-          Confusione tra fonemi simili: F e V, T e D, B e P, L e R;
-          Confusione tra grafemi simili: b e p, d e q, m e n;
-          Omissioni, come nell’uso delle doppie (chiodo/ciodo, ghiro/giro, palla/pala);
-          Inversione di lettere (es. al invece di la);
-          Troncamenti, ovvero mancanza dell’ultima parte della parola;
-          Fusioni o separazioni sbagliate delle parole;
-          Nel ricordare le regole grammaticali (errori nelle doppie, nell’uso di H, punteggiatura…);
-          Nell’uso degli accenti (e/è).
A questi problemi si aggiungono la difficoltà nella coordinazione visuo/spaziale e la lentezza nella produzione. I soggetti con tale disturbo avranno quindi problemi a comporre e copiare testi e scrivere correttamente sotto dettatura.
Ma, come sempre, possiamo aiutarli! Dobbiamo consigliare, fornire ed insegnare ad utilizzare gli strumenti corretti. Infatti, i disortografici sono in grado di correggersi se possono ascoltare quello che hanno prodotto. Permettere l’utilizzo del computer in classe e per svolgere i compiti scritti, con installati software che consentono di poter riascoltare quanto creato (ad esempio LeggiXme), è un passo importante. È necessario concedergli tempo, lasciarli scrivere con tranquillità. Per quanto riguarda le verifiche, è importante privilegiare i contenuti anziché la forma.
Ma non è finita qui. Ci sono anche dei software fatti apposta per esercitarsi e ridurre tali difficoltà. Io ne ho trovato uno gratuito cercando su Internet (LA CASA DELLE PAROLE), ma ce ne sono anche altri prodotti da case specializzate (come la Erickson) ben fatti ed utili.
Insomma, informarsi prima di tutto! Subito dopo è necessario mettere in pratica quanto si è appreso, capendo tali difficoltà e cercando i modi migliori per essere d’aiuto.
Io spero di esserci riuscito! ;)
Ciao!

sabato 27 aprile 2013

INTRODUCIAMO LA DISORTOGRAFIA!


Ciao a tutti!
Trattate dislessia e discalculia, da oggi iniziamo ad occuparci di disortografia.

Sapete che mi piace introdurre un tema facendovi fare qualcosa... Ma questa volta niente attività, o gioco, bensì un video. Dura poco, ma è molto significativo.
La spezzone è tratto dal film "Stelle sulla terra". Guardatelo e ascoltate con attenzione, perché è molto istruttivo ed introduce bene la tematica.


Una cosa adesso potete farla. Se vi è piaciuto, giratelo a chi volete voi. In questo modo contribuirete attivamente ad informare sui disturbi specifici dell'apprendimento!
Settimana prossima approfondiremo la disortografia.
Rimango sempre a disposizione per qualsiasi domanda, curiosità, critica.
Buona settimana!
Ciao!

sabato 20 aprile 2013

DISCALCULIA: RINFORZO POSITIVO E STRUMENTI COMPENSATIVI


Come previsto oggi parleremo degli strumenti compensativi utili ai discalculici, per riuscire ad affrontare le loro difficoltà legate ai numeri e alla matematica.
Voglio partire presentando le compensazioni utilizzate da chi ha partecipato ai giochi (Lentezza, fatica e pressione… la discalculia), per farvi notare che tutti noi, quando abbiamo delle difficoltà in qualsiasi campo, cerchiamo dei modi per affrontarle (cosa giustissima!).
Nel gioco CACCIA AI NUMERI i metodi più utilizzati per facilitare il conteggio sono stati sommare le coppie “amiche del 10”, i numeri uguali oppure sommare con le dita. È bello pensare che c’è ancora chi usa questo modo che, può creare delle prese in giro, ma è il più naturale e semplice che esista!
Nel gioco NUMBER CRUNCHER, nel tentativo di digitare più numeri possibili ad alta velocità, vi siete sbizzarriti. C’è chi ha provato ad imparare a memoria una sequenza e poi digitava guardando la tastiera; qualcun altro ha provato a ripetere i numeri ad alta voce; un altro teneva lo sguardo fisso sulla tastiera. Ma, il metodo più utilizzato è stato quello di schiacciare i tasti senza guardarli… Anche se è un “trucco” utilizzabile solo da chi ha una certa dimestichezza con la tastiera, lo strumento che si sta usando.
Una cosa fondamentale quando si ha a che fare con un soggetto con discalculia (e, in generale, con DSA), è farlo ragionare con calma, concedendogli anche tanto tempo, facendogli capire che l’importante non è finire l’intero compito o verifica, ma eseguire in modo corretto quello che riesce a fare. Lo stesso vale per gli esercizi fatti a casa. Devono essere pochi, ma mirati sull’argomento, in modo che il ragazzo possa allenarsi sapendo di poter lavorare senza fretta. Se siamo di fianco a lui, lasciamo anche che sbagli per correggerlo successivamente e spiegargli bene l’errore commesso. Lasciarlo riflettere è importante anche perché potrebbe autocorreggersi, dimostrando di aver capito ed ottenendo rinforzi positivi (si accorge di essere in grado, di potercela fare!). L’aspetto psicologico è importantissimo in questi casi, quindi mai sottovalutarlo!
Per quanto riguarda gli strumenti compensativi lasciamo che usino tabelle (es. per effettuare le equivalenze) o formulari (es. quelli di geometria con formule dirette e inverse). È consentito anche l’utilizzo della linea dei numeri, che facilita la rappresentazione e il collocamento spaziale dei numeri stessi, della tavola pitagorica per le tabelline (sia per moltiplicazioni che per divisioni), di facilitatori per l’incolonnamento dei numeri (anche utilizzare colori diversi per unità, decine e centinaia può essere utile) e della calcolatrice. L’utilizzo di quest’ultimo strumento dipende anche dagli obiettivi posti al soggetto: alle elementari, dove si punta molto su far imparare i passaggi dando una struttura, sarà più limitato rispetto alle medie, dove l’attenzione sarà focalizzata sulla logica.
In caso di problemi matematici e di geometria, oltre che permettere l’utilizzo degli strumenti sopra citati, è buona norma far sottolineare i dati, permettendo la rilettura. Sempre per una questione di aiuto, l’utilizzo di immagini di qualsiasi tipo sicuramente agevolano.
Ricordiamoci che i discalculici non riescono ad attivare quei “magazzini” che consentono una decodifica immediata di semplici calcoli numerici… Anzi, loro spendono molte energie attentive per cercare di ricordare/trovare la soluzione!
Proprio per evitargli questo sforzo inutile (inutile perché ha un disturbo) bisogna porsi come scopo quello di far esercitare il ragazzo il più possibile con tali strumenti, affinché riesca a raggiungere un certo grado di dimestichezza (vi ricorda qualcosa???) ed autonomia che, sicuramente, gli infonderà sicurezza, tranquillità e voglia di fare. E, se vediamo che utilizza le dita per contare, non guardiamolo male o non diciamogli “non si fa”, ma incoraggiamolo perché anche questo è un “trucco positivo” che può essere utile a superare paure e difficoltà.
Spero vi sia piaciuto e possiate ritenerlo utile! Sono sempre a disposizione (piccolierrori@gmail.com) per qualsiasi cosa.
Ciao!
PS: per chi ha tempo consiglio anche questa lettura "Quando la matematica è un problema" per capire quanto è cambiato in 10 anni!

venerdì 12 aprile 2013

DISCALCULIA: UN MONDO DI DIFFICOLTA'


Dopo aver visto cosa si prova ("Lentezza, fatica e pressione... la discalculia"), possiamo parlare teoricamente della discalculia. Essa è un disturbo specifico dell'apprendimento (DSA):
- Si può definire come un disturbo delle abilità numeriche e aritmetiche;
- Si manifesta in soggetti a sviluppo tipico, di intelligenza normale e che non hanno subito danni neurologici;
- Può presentarsi associata ad altri disturbi dell'apprendimento, ma non ne è la causa.
I discalculici non riescono a raggiungere adeguati livelli di rapidità e correttezza, avendo difficoltà:
- Nella lettura e scrittura dei numeri (vengono scritti al contrario o non si capiscono);
- Nella memorizzazione dei fatti numerici (tabelline, sequenza dei numeri – avanti e indietro-);
- Nel ricordare numeri complessi come quelli con lo zero o composti da molte cifre;
- Nell'esecuzione delle procedure di calcolo (calcoli a mente anche facili);
- Nel mettere i numeri in colonna;
- Nel ricordare i vari passaggi di un’operazione nel giusto ordine;
- Nel riconoscere i simboli matematici;
- Nel comprendere la struttura interna del numero composto da unità, decine, centinaia etc.;
- Nel comprendere problemi matematici alla prima lettura (ma anche alle successive).
Tutti noi possediamo nella nostra mente dei “magazzini”, dove è possibile codificare il risultato di semplici calcoli numerici; ciò consente di recuperare questi risultati in tempi brevissimi e soprattutto senza dover ogni volta eseguire operazioni di conteggio. Bambini normalmente efficienti risolvono il calcolo 3×4 in tempi inferiori al secondo e senza dover ricorrere a forme di conteggio (3×1=3, 3×2=6 ecc.; oppure 3+3+3+3). Questa abilità consente di svolgere il calcolo in automatico, senza il dispendio di energia attentiva.
Questi processi sono automatismi, esattamente come è un automatismo la lettura. Nel momento in cui “vediamo” i numeri, il nostro cervello ha già a disposizione dei “pacchetti di risposte” già confezionati. Nei discalculici, questi pacchetti sono sempre aperti.
È bene sottolineare che non basta avere delle difficoltà in matematica per essere definiti discalculici ma è necessario che siano rispettati dei parametri condivisi dalla comunità scientifica. Sono molti i bambini che non amano la matematica e che hanno delle comuni difficoltà ma con degli sforzi ed esercizio riescono prima o poi ad arginarle e a superare il problema. Invece, per alcuni bambini questi sforzi diventano immani, in quanto ogni volta che affrontano un problema, le abilità di base sono comunque da rivedere e non sono “già disponibili” in memoria. È per questo che chi è affetto da discalculia spesso conta sulle dita, a volte con vergogna, nascondendosi, perché si sentono diversi, giudicati o incapaci.
Sintomi precoci (in età prescolare e nei primi anni di elementari) di un possibile disturbo possono essere la significativa difficoltà ad enumerare all'indietro da 20 a 0, difficoltà nella lettura e scrittura dei numeri ad una cifra, difficoltà ad eseguire l’addizione di numeri in coppia ( 2+2, 3+3, 4+4, 5+5). Per molti non c’è differenza tra 16 e 61 o tra 263 e 632, poiché loro, pur essendo in grado di denominare le singole cifre, non riescono ad attribuire significato alla loro posizione all'interno dell’intero numero.
Come si possono compensare questi problemi? Lo vedremo nell'articolo della prossima settimana. Se qualcuno ha delle domande, oppure vuole sapere qualcosa in più basta scrivermi!
Diffondete affinché si sappia sempre di più sui DSA! Ciao!