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lunedì 9 dicembre 2013

LA VIDEOSCRITTURA: VEDERE FACILITA LE COSE


La settimana scorsa abbiamo parlato di dispositivi informatici. Ora ci concentreremo su un elemento che, apparentemente, può sembrare banale, ma è utilissimo per chi ha un disturbo dell'apprendimento: la videoscrittura.
Con questo termine intendiamo una scrittura effettuata con l'ausilio di un dispositivo dotato di video (computer, tablet, cellulare), sul quale viene visualizzato il testo.
Prima di passare ad un elenco di programmi gratuiti comprendenti questo strumento compensativo, cerchiamo di capire perché è importante per chi ha tali disturbi.
Come sappiamo, i dislessici hanno grosse difficoltà nella lettura, mentre i disgrafici scrivono male e i disortografici commettono diversi errori grammaticali soprattutto quando si tratta di scrivere un testo (ho semplificato).
La videoscrittura può aiutarli, in quanto, il programma, tramite controllo ortografico (pensate anche solo a Word o a quando scrivete un messaggio con uno smartphone), sottolinea o evidenzia quelle parole che sono scritte in modo non corretto, segnala eventuali anomalie, come ripetizioni, addirittura, suggerisce in automatico la parola corretta e la sostituisce. Tutto ciò avviene in tempo reale, senza dovere impegnare troppo tempo ed energie nella ricerca dell'errore. Viene così eliminato il rischio per il soggetto di non accorgersi di errori gravi e di essere più sicuro quando si elabora un testo o si scrive sotto dettatura.
Ecco ora dei link a software di videoscrittura gratuiti:
  • ABIWORD: molto simile a Word, anche per le funzionalità;
  • OPENOFFICE: completo e con caratteristiche che lo rendono utile su molti sistemi operativi;
  • LEGGIXME: ottimo programma che unisce la videoscrittura, sintesi vocale e lettura di file PDF (approfondiremo le qualità di questo programma nei prossimi articoli).

Manca solo una cosa importante da sottolineare. Affinché un soggetto con DSA possa sfruttare al meglio tale strumento compensativo, diventa necessario che riesca ad imparare ad utilizzare nel modo migliore la tastiera, sfruttando tutte e 10 le dita riuscendo così a digitare i tasti corretti nel minor tempo possibile, con sforzi minimi e cercando di non guardare la tastiera (e, quindi, concentrandosi sullo schermo). Perché questo avvenga è necessario esercitarsi quotidianamente!
A questo proposito, consiglio TUTOREDATTILO, un software che insegna la tecnica della dattilografia in modo semplice, intuitivo e gratuito. Provatelo anche voi (o usatelo!!!) se volete migliorare sotto questo punto di vista! Vi accorgerete che è veramente molto utile!
Mi farebbe piacere ricevere qualche commento, domanda su questo o altri argomenti.
Aspetto fiducioso!
Ciao!




sabato 25 maggio 2013

DISGRAFIA: QUANDO TUTTO DIVENTA ILLEGIBILE

Dopo due settimane di attesa, ecco l’articolo sulla disgrafia! Partiamo dalle attività svolte.
In molte si vede che la qualità della scrittura non è per niente buona. Il tratto non è sicuro, spesso mosso. Alcune lettere addirittura non si chiudono nemmeno! Per non parlare del mio (quello in rosso), dove le lettere sono scritte male e la grandezza varia. Alcuni hanno specificato che hanno dovuto scrivere piano, per cercare di rendere il tutto più bello ed, ovviamente, leggibile, evitando di commettere errori. Far usare il mouse, il quale non permette un perfetto controllo della penna/pennarello digitale (creando non poche difficoltà), aveva proprio l’intento di rendere difficile la realizzazione di una scrittura di qualità.
VELOCITÀ, LEGGIBILITÀ e QUALITÀ della scrittura sono i tre fattori da analizzare quando si vuole verificare se un soggetto è disgrafico e a che livello.
Ma che cos’è la disgrafia? È la difficoltà nella riproduzione dei segni grafici (lettere e numeri), in assenza di deficit intellettivi o neurologici (caratteristica quest’ultima che riguarda tutti i DSA).
Essa, quindi, non riguarda l’aspetto linguistico o le regole ortografiche e sintattiche (che rientrano nella disortografia), bensì ha a che fare con l’aspetto motorio e spaziale.
La mano dei disgrafici (soprattutto dei bambini) scorre con fatica sul piano di scrittura e l'impugnatura della penna è spesso scorretta. La capacità di utilizzare lo spazio a disposizione per scrivere (rispetto dei margini, spazio tra lettere e parole, mancato rimanere all’interno della riga) è, solitamente, molto ridotta. In alcuni casi la scrittura procede da destra verso sinistra. La copia di parole e di frasi è scorretta; quella dalla lavagna è ancora più difficile, in quanto il bambino deve portare avanti più compiti contemporaneamente: distinzione della parola dallo sfondo, spostamento dello sguardo dalla lavagna al foglio, riproduzione dei grafemi. Le dimensioni delle lettere non sono rispettate, la forma è irregolare, i legami tra le lettere risultano scorretti. Queste difficoltà si ripercuotono anche in altre materie, come la matematica, nella scrittura dei numeri, nel loro incolonnamento e nella realizzazione di tabelle o grafici (anche con il righello).
La scrittura risulta così incomprensibile, non solo per gli insegnanti, i genitori o gli educatori, ma anche per il bambino/soggetto stesso che non può nemmeno auto correggersi o leggere e studiare quanto da lui scritto. In più, il grande impegno sfocia in stanchezza e può portare crampi o dolori muscolari alla mano, accompagnati da frustrazione e rabbia nel vedere che gli altri compagni con meno fatica ottengono risultati nettamente migliori.
Anche in questi casi il nostro aiuto può essere determinante! Lo stargli accanto, con pazienza, incoraggiandolo e sostenendolo, è sempre un ottimo modo per spronarlo a provare. È possibile evitare di fargli scrivere tanto (i classici “riscrivi questa pagina” o “scrivi tutto l’alfabeto 10 volte” sono inutili, così non migliorerà), magari sgravandolo da verifiche composte da domande aperte o da compiti pieni di tabelle e grafici da disegnare. Permettere di utilizzare il computer in classe e per i compiti a casa è la soluzione migliore perché, in questo modo, il soggetto può concentrarsi su quello che sta scrivendo e non sul come.
Spero che abbiate compreso anche questo tipo di difficoltà e che l’articolo possa soddisfarvi. Ci sarebbero altre cose da dire. Ma queste informazioni sono sufficienti per comprendere tale disturbo.
Segnalo questo sito dedicato interamente a questo argomento http://www.disgrafie.com/
Condividete se pensate possa essere un articolo utile! Grazie! Ciao!
Ps: voglio ringraziare PAOLA SAVIOLA grafologa, rieducatrice della scrittura, esperta nel trattamento delle disgrafia, per alcune informazioni fornitemi e che, in parte, sono state inserite in questo articolo. Grazie!

venerdì 3 maggio 2013

DISORTOGRAFIA: c'è la soluzione!


"Ci vediamo mercoledì scorso", “Papà e cotnento”, “Entrare a d’agio”, “Pazeinti”, “Tonte in corso” (e non Torte in corso), “La passacanta” (anziché cassapanca), “Giunio”, “Picanti”, “Tranne” (anziché trarne”), “La Saggio” (invece di “l’assaggio”), “Ritono” (al posto di ritorno), “All’etto” (e non “a letto”), “lorgoglio”... Sono tutti errori presenti sulla pagina Facebook di Piccoli Errori che possono essere considerati come errori disortografici. Non fraintendete! Questi, al 99%, sono stati commessi per distrazione. Ma se li commettiamo noi, a maggior ragione ha il diritto di commetterli chi ha disturbi. Non trovate?
Ma cos’è la disortografia? È un disturbo riguardante la scrittura, intesa come abilità di codifica fonografica e competenza ortografica. È, quindi, la difficoltà a tradurre correttamente i suoni in simboli grafici, ovvero una difficoltà nell’ortografia, che provoca:
-          Confusione tra fonemi simili: F e V, T e D, B e P, L e R;
-          Confusione tra grafemi simili: b e p, d e q, m e n;
-          Omissioni, come nell’uso delle doppie (chiodo/ciodo, ghiro/giro, palla/pala);
-          Inversione di lettere (es. al invece di la);
-          Troncamenti, ovvero mancanza dell’ultima parte della parola;
-          Fusioni o separazioni sbagliate delle parole;
-          Nel ricordare le regole grammaticali (errori nelle doppie, nell’uso di H, punteggiatura…);
-          Nell’uso degli accenti (e/è).
A questi problemi si aggiungono la difficoltà nella coordinazione visuo/spaziale e la lentezza nella produzione. I soggetti con tale disturbo avranno quindi problemi a comporre e copiare testi e scrivere correttamente sotto dettatura.
Ma, come sempre, possiamo aiutarli! Dobbiamo consigliare, fornire ed insegnare ad utilizzare gli strumenti corretti. Infatti, i disortografici sono in grado di correggersi se possono ascoltare quello che hanno prodotto. Permettere l’utilizzo del computer in classe e per svolgere i compiti scritti, con installati software che consentono di poter riascoltare quanto creato (ad esempio LeggiXme), è un passo importante. È necessario concedergli tempo, lasciarli scrivere con tranquillità. Per quanto riguarda le verifiche, è importante privilegiare i contenuti anziché la forma.
Ma non è finita qui. Ci sono anche dei software fatti apposta per esercitarsi e ridurre tali difficoltà. Io ne ho trovato uno gratuito cercando su Internet (LA CASA DELLE PAROLE), ma ce ne sono anche altri prodotti da case specializzate (come la Erickson) ben fatti ed utili.
Insomma, informarsi prima di tutto! Subito dopo è necessario mettere in pratica quanto si è appreso, capendo tali difficoltà e cercando i modi migliori per essere d’aiuto.
Io spero di esserci riuscito! ;)
Ciao!

sabato 27 aprile 2013

INTRODUCIAMO LA DISORTOGRAFIA!


Ciao a tutti!
Trattate dislessia e discalculia, da oggi iniziamo ad occuparci di disortografia.

Sapete che mi piace introdurre un tema facendovi fare qualcosa... Ma questa volta niente attività, o gioco, bensì un video. Dura poco, ma è molto significativo.
La spezzone è tratto dal film "Stelle sulla terra". Guardatelo e ascoltate con attenzione, perché è molto istruttivo ed introduce bene la tematica.


Una cosa adesso potete farla. Se vi è piaciuto, giratelo a chi volete voi. In questo modo contribuirete attivamente ad informare sui disturbi specifici dell'apprendimento!
Settimana prossima approfondiremo la disortografia.
Rimango sempre a disposizione per qualsiasi domanda, curiosità, critica.
Buona settimana!
Ciao!

venerdì 8 febbraio 2013

QUALI SONO I DISTURBI SPECIFICI DELL'APPRENDIMENTO

L’articolo di oggi è breve, ma molto utile, che analizza quali sono i Disturbi Specifici dell’Apprendimento. 
Come di consuetudine fare, partiamo dalle risposte maturate dal questionario. Come si può notare dal grafico, dislessia, disgrafia, discalculia e disortografia, sono stati subito identificati tra i DSA (e con percentuali altissime). Seguono, il disturbo specifico del linguaggio (43%) e della compitazione (32%) e la Disprassia. Nessuno o pochissimi, giustamente, hanno indicato l’autismo e la sindrome di Asperger.